Quali sono le migliori aziende di logistica in Italia

on 17 Febbraio 2026

Parafrasando Top Peters che definiva “L’ultimo baluardo all’ingresso della concorrenza: la comune cortesia” credo che si potrebbe benissimo contestualizzare in un “buon livello di servizio”.

Le 20 migliori aziende italiane di logistica [2025]

Fonte: Zaccaria Shipping – Classifica delle 20 migliori aziende di logistica italiane. La fonte non riporta l’elenco in forma di lista numerata, ma descrive i principali operatori che dominano il mercato. Incrociando i dati con altre classifiche autorevoli [Top 10 2024] , si ottiene una ricostruzione solida delle aziende che rientrano stabilmente nella Top 20.

Top 20 Logistica & Trasporti – Italia 2025

[in ordine alfabetico, perché le fonti non forniscono un ranking numerico]

  1. Amazon Italia Logistica
  2. BRT – Bartolini
  3. DHL Express Italy
  4. FERCAM
  5. FedEx Express Italy
  6. Fratelli Cosulich Group
  7. GEFCO Italia [storicamente tra i leader; citata in analisi di settore]
  8. Gruppo Arcese [tra i principali operatori multimodali]
  9. Gruppo Autotrasporti F.lli Di Martino [rilevante nel trasporto merci]
  10. Gruppo Ceva Logistics [operatore globale con forte presenza italiana]
  11. Gruppo DSV Italia [tra i top player internazionali]
  12. Gruppo Fiege Italia [logistica integrata]
  13. Gruppo Fisiologica / Number1 Logistics [leader nella GDO]
  14. Gruppo GLS Italy [corriere espresso nazionale]
  15. Gruppo JET AIR SERVICE
  16. Gruppo SDA Express Courier
  17. Gruppo Schenker Italiana [DB Schenker]
  18. Italtrans [tra i più grandi operatori italiani]
  19. Savino Del Bene – il più citato come leader assoluto
  20. TNT/FedEx Supply Chain Italia [presenza storica nel mercato]

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misurarsi-per-migliorare-06Autore: Stefano Milanese

Ingegnere Gestionale, si occupa di consulenza e formazione dopo aver maturato una più che decennale esperienza con ruoli di responsabilità nelle aree Supply Chain e Logistica presso multinazionali leader nei settori consumer goods e fashion.

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Stefano MIlaneseQuali sono le migliori aziende di logistica in Italia

Le categorie degli Incoterms® 2020

on 17 Febbraio 2025

Gli Incoterms sono suddivisi in due gruppi principali:


A. Regole valide per qualsiasi modalità di trasporto

Ideali per trasporto multimodale [strada, ferrovia, nave, aereo].

EXW – Ex Works [Franco Fabbrica]

Il venditore mette la merce a disposizione nei suoi locali.
Rischi e costi quasi totalmente a carico del compratore.

FCA – Free Carrier [Franco Vettore]

Il venditore consegna la merce al vettore scelto dal compratore.
Ottimo per spedizioni containerizzate.

CPT – Carriage Paid To [Trasporto Pagato Fino a]

Il venditore paga il trasporto fino a destinazione, ma il rischio passa al compratore al momento della consegna al primo vettore.

CIP – Carriage and Insurance Paid To

Come CPT, ma il venditore deve anche fornire un’assicurazione con copertura elevata.

DAP – Delivered at Place [Reso al Luogo]

Il venditore consegna la merce pronta per lo scarico nel paese di destinazione.
Rischio e costi maggiori per il venditore.

DPU – Delivered at Place Unloaded [Reso Scaricato]

Simile al DAP, ma con carico e scarico a cura del venditore.

DDP – Delivered Duty Paid [Reso Sdoganato]

Il venditore sostiene tutti i costi e rischi fino alla destinazione finale, inclusi dazi e tasse.  Massima responsabilità per il venditore.


B. Regole specifiche per il trasporto marittimo o via fiume

Usati esclusivamente per il trasporto bulk o merci non containerizzate.

FAS – Free Alongside Ship [Franco Sotto Bordo]

Il venditore consegna la merce accanto alla nave [banchina].
Rischio passa quando la merce è accanto alla nave.

FOB – Free On Board [Franco a Bordo]

Il rischio passa quando la merce è caricata a bordo della nave.
Molto usato [spesso impropriamente] anche nel container.

CFR – Cost and Freight [Costo e Nolo]

Il venditore paga il trasporto marittimo fino al porto di arrivo, ma il rischio passa quando la merce è sulla nave.

CIF – Cost, Insurance and Freight

Come CFR, ma include anche assicurazione a carico del venditore.

Gli errori più comuni nell’uso degli Incoterms

✔ Usare FOB/CIF per spedizioni containerizzate → Dovrebbero essere usati FCA/CIP.
✔ Pensare che gli Incoterms regolino proprietà della merce e pagamenti → Non lo fanno.
✔ Non indicare luogo e versione → Esempio corretto: “DAP Milano – Incoterms® 2020”.
✔ Usare Incoterms per obblighi non previsti → es. imballaggio o qualità della merce.


Come scegliere l’Incoterms giusto?

Dipende da:
  • capacità dell’azienda di gestire trasporto e dogane
  • potere negoziale tra le parti
  • controllo che si vuole mantenere sulla spedizione
  • rischi logistici del paese di destinazione
  • incidenza dei costi assicurativi

Una regola pratica: chi controlla la logistica controlla il margine.

Conclusione

Gli Incoterms non sono solo sigle: sono un linguaggio internazionale che riduce rischi, ottimizza i costi e migliora la trasparenza nelle operazioni globali. Comprenderli e usarli correttamente significa rendere la propria supply chain più resiliente, efficiente e competitiva. Per approfondimenti si raccomanda di fare riferimento a fonti ufficiali quali ad esempio il sito italiano della Camera di Commercio Internazionale [https://iccitalia.org/incoterms/] dal quale è anche possibile acquistare il testo completo degli Incoterms ® 2020.

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misurarsi-per-migliorare-06Autore: Stefano Milanese

Ingegnere Gestionale, si occupa di consulenza e formazione dopo aver maturato una più che decennale esperienza con ruoli di responsabilità nelle aree Supply Chain e Logistica presso multinazionali leader nei settori consumer goods e fashion.

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Andamento dei noli marittimi durante il 2025

on 17 Febbraio 2025

[Container, Bulk, Tanker – trend globali e regionali]

Il 2025 è stato un anno di marcata normalizzazione dei noli marittimi, dopo la forte volatilità legata al Mar Rosso e alla ripresa post-pandemia. Le dinamiche principali sono state: domanda debole, sovracapacità, deviazioni delle rotte, instabilità geopolitica e politiche tariffarie USA.

Di seguito i principali trend.

1. Container: forte calo dei noli nella seconda metà del 2025

Trend generali

  • I noli oceanici hanno registrato riduzioni superiori al 50% su base annua nelle principali rotte Asia–Europa e Transpacifiche nel Q4 2025, tornando vicini ai livelli pre-2020.
  • Trasporto marittimo in fase di raffreddamento, con domanda stagnante in Europa e debole in Asia; migliore tenuta del mercato nordamericano.

Esempi di noli spot [Drewry / Xeneta / Logistica News]

  • Shanghai → Rotterdam: 1.735 USD/FEU, minimo da dicembre 2023.
  • Shanghai → Los Angeles: 2.311 USD/FEU [minimo da fine 2023].
  • Far East → Mediterraneo: -11% a luglio 2025, 3.662 USD/FEU.
  • US West Coast: 2.264 USD/FEU [-59% dal picco del 5 giugno].

Cause principali

  • Sovracapacità: flotta +9% YoY, ordini pari al 30% della capacità esistente.
  • Rotte modificate dal Mar Rosso, ma effetti in esaurimento entro metà 2025.
  • Domanda debole causa rallentamento economico in Europa e Asia.
  • Competizione elevata tra vettori: difficoltà a mantenere GRIs stabili.

2. Rotte e geopolitica: impatti differenziati

Mar Rosso e Canale di Suez

  • Ancora deviazioni via Capo di Buona Speranza per MSC, Maersk e altri, con brusca riduzione dei transiti nel Canale di Suez:
    17 transiti il 21/9/2025 contro 47/giorno nel 2023.

Effetti sulle tariffe

  • Picchi di rialzo in alcuni periodi del 2025, seguiti da rapide correzioni.
  • Le deviazioni hanno aumentato percorrenze e costi, ma il rallentamento della domanda ha prevalso, comprimendo i noli entro fine anno.

3. Bulk [Dry]: rallentamento nel 2025

Secondo UNCTAD, nel 2024 il dry bulk aveva avuto un boom per carbone, fertilizzanti e grano, ma:

  • Inizio 2025: rallentamento dovuto a attività industriale debole e crescita della flotta.

Il Baltic Dry Index ha mostrato volatilità, con punte stagionali ma tendenza al ridimensionamento.

4. Tanker: forte sensibilità alle tensioni geopolitiche

  • Le tariffe tanker hanno avuto picchi a giugno 2025 a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz.
  • Il comparto rimane il più “geopolitical-sensitive” dell’intero settore.

5. Altre osservazioni significative per il 2025

Bunker fuel in calo

  • Prezzi del bunker in riduzione a doppia cifra, contribuendo a contenere i costi operativi.

Volatilità continua

  • UNCTAD evidenzia come nel 2025 la volatilità dei noli sia “la nuova normalità”, causata da tensioni geopolitiche, dazi USA, regolazioni ambientali e squilibri domanda/offerta.

Port congestion e supply chain

  • Nel 2025 congestionamento meno grave rispetto al 2021–2022, ma ancora irregolare.
  • Alcuni porti asiatici ed europei hanno avuto congestioni locali per meteo e scioperi.

Sintesi finale

Nel 2025 i noli marittimi hanno mostrato:

Segmento Trend 2025 Driver principali
Container 📉 Forte calo dei noli nel secondo semestre Sovracapacità, domanda debole, riduzione deviazioni sul Capo
Dry Bulk 📉 Leggera contrazione Industria debole, aumento flotta
Tanker 📈 Picchi di aumento [giugno] Tensioni in Medio Oriente
Port congestion ⚖️ In calo ma variabile Meteo, scioperi, logistica
Costi bunker 📉 In diminuzione Prezzo petrolio in calo

Conclusione:
Il 2025 è stato un anno di netta correzione dei noli, con ritorno verso livelli pre-pandemici, dominato da sovracapacità navale e domanda globale fragile. Un contesto in cui le tensioni geopolitiche hanno prodotto solo rialzi temporanei.

Autore: Stefano Milanese Febbraio 2026

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Stefano MIlaneseAndamento dei noli marittimi durante il 2025

L’incertezza nella Supply Chain

on 1 Novembre 2022

L’incertezza nella supply chain è un tema cruciale, specialmente in periodi di crisi. Questa incertezza può derivare da vari fattori, tra cui:

  1. Interruzioni nella produzione: Le chiusure di fabbriche e le restrizioni di movimento hanno causato ritardi nella produzione e nella consegna dei materiali.
  2. Carenze di materiali: La difficoltà nel reperire materie prime essenziali ha portato a ritardi e aumenti dei costi.
  3. Volatilità della domanda: Le fluttuazioni nella domanda dei consumatori rendono difficile prevedere le necessità future e pianificare di conseguenza2.
  4. Problemi logistici: Blocchi nei porti e ritardi nei trasporti hanno ulteriormente complicato la gestione della supply chain2.

Per affrontare queste sfide, le aziende possono adottare diverse strategie, come migliorare la pianificazione della domanda, diversificare i fornitori, e investire in tecnologie per una maggiore visibilità e flessibilità della supply chain

Instabilità, incertezza, ritardi delle forniture, rincari delle materie prime sono termini a cui, anche i non addetti ai lavori, negli ultimi anni si sono abituati. D’altronde le conseguenze di questi fenomeni si fanno sentire anche nella vita privata di tutti noi. La loro entità è ben sintetizzata dal report sottostante di JP Morgan.

Week Ahead Economic Preview: Week of 2 May 2022 | IHS Markit

Analizzando l’andamento degli ultimi vent’anni ed a voler essere critici, si potrebbe affermare che, seppur con motivazioni ed entità differenti, questi fenomeni non siano del tutto nuovi. Ciononostante, è indubbio che attualmente la maggior parte delle aziende si sia fatta trovare impreparata e stia attraversando un periodo di crisi. Non dimentichiamo che “crisi” (dal greco krisis) ha anche il significato di scelta o cambiamento. Quindi vediamo come le aziende stanno affrontando questa crisi, quali azioni stanno attuando per tentare di minimizzare gli effetti negativi di questa situazione.

Innanzitutto, analizzando la curva gialla del suddetto grafico si evince anche un apparente lato positivo, ossia l’aumento dell’ordinato da parte delle aziende, che potrebbe far pensare ad una domanda in crescita. In realtà questo dato spiega la principale misura con cui le aziende stanno fronteggiando questa crisi, ossia l’aumento delle scorte (o il tentativo di aumentarle) soprattutto sui prodotti con un lungo ciclo di approvvigionamento. Questa conclusione è deducibile anche dal grafico sottostante che mostra l’aumento del livello di scorte (di sicurezza) da parte delle aziende.

Global raw material inventories

Possiamo considerare questa risposta da parte delle aziende come assolutamente comprensibile. Nel breve periodo, derogare ai principi lean di gestione dei magazzini, consente (nel momento in cui lo stock si sarà costituito) di migliorare la capacità di reazione in caso di necessità.

Tale azione, tuttavia, non è esente da insidie. Innanzitutto, il rischio principale è che, considerato l’elevato backlog manifatturiero-logistico, lo stock si costituisca solo nel momento in cui questo non sia più strettamente necessario. Inoltre, se all’aumento delle scorte sommiamo anche il succitato aumento dei prezzi risulta immediato il potenziale rischio a livello finanziario da parte delle aziende. Infatti, pur immaginando un conseguente rincaro dei prezzi finali, rimane insoluto il problema legato ad un ciclo monetario sbilanciato. In ultima analisi l’aumento degli ordinativi nel tentativo di aumentare le scorte di sicurezza si potrebbe considerare anche come un’alterazione fittizia della reale domanda di mercato che sappiamo genera complessivamente un ulteriore peggioramento della reattività della supply chain. Analoghe riflessioni si potrebbero fare relativamente alle misure attuate dal governo italiano (Superbonus) ad (apparente) sostegno del settore edilizio. Aumento incontrollato dei prezzi (a scapito della comunità) ed impossibilità di reperire sufficiente manodopera da parte di chi realmente necessità di opere edilizie sono le vere dirette conseguenze che queste manovre, a mio personale avviso, hanno portato. 

Altre attività che potrebbero agevolare in questo momento sono proprio le basi che stanno dietro al concetto di Supply Chain. Ricordiamo che il termine non è nato semplicemente come una traduzione anglofona di logistica, bensì per ribadire l’importanza di integrazione e collaborazione tra le aziende all’interno della stessa filiera. Condividere i rischi di fornitura e gestire previsioni collaborative di medio-lungo termine con i fornitori oggi è più che mai è importante in quanto è dimostrato che si tratta di attività che permettono di mitigare l’instabilità lungo la supply chain. Altra attività di contenimento dei rischi è sicuramente l’inserimento in fase contrattuale di clausole di indicizzazione dei prezzi di acquisto al fine di avere un controllo analitico e meno isterico dell’andamento dei prezzi di acquisto e mettersi al sicuro dai rischi di mancate forniture. Per quanto riguarda la negoziazione dei contratti di trasporto, ricordiamo che l’indicizzazione dei prezzi sulla base delle quotazioni del carburante risulta attività obbligatoria per legge.

Altre leve che alcune aziende da tempo stanno tentando di attivare sono quelle di accorciare la supply chain e il reshoring. Si tratta di un fenomeno opposto alla globalizzazione delle forniture.

Al pari della precedente, la diversificazione delle fonti di fornitura rappresenta forse la più classica strategia di minimizzazione del rischio, almeno nei casi di quelle forniture che non necessitino di elevati costi di set up.  

Ovviamente, prima di avvicinare la produzione alla regione della domanda, è necessario anche in questo caso interrogarsi sulla sostenibilità finanziaria di questa delocalizzazione.

Un esempio che possiamo citare in questo senso è quello di Ikea che negli ultimi mesi ha sia attuato un riposizionamento di parte della produzione di mobili dall’Asia all’Europa sia ha messo in partica saltuariamente la strategia di noleggiare direttamente alcune navi portacontainer per avere un maggior controllo su una fase estremamente critica della supply chain. Tale attività ovviamente può risultare attuabile, seppur saltuariamente, da gruppi delle dimensioni di Ikea e non dalla maggior parte delle aziende. Tuttavia, ritengo che per la maggior parte delle aziende, tanto più in periodo in cui l’affidabilità del trasporto marittimo è ai minimi storici, la scelta del partner logistico sia fondamentale. Se analizziamo il grafico sottostante, si evince come, seppur globalmente le performance di puntualità siano negative per tutti, esistono compagnie marittime che performano nettamente meglio di altre.

Autore: Stefano Milanese

Ingegnere Gestionale, da una decina d’anni si occupa di formazione dopo aver maturato una più che decennale esperienza con ruoli di responsabilità nelle aree Supply Chain e Logistica presso multinazionali leader nei settori consumer goods e fashion.

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Stefano MIlaneseL’incertezza nella Supply Chain

Storia una start-up italiana di successo

on 1 Novembre 2020

Quanto incide il prezzo sulle decisioni di acquisto on-line? L’80% degli acquirenti on-line sceglie il negozio basandosi sul prezzo. Risulta quindi fondamentale per il venditore monitorare attentamente il proprio posizionamento rispetto ai competitors.

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Stefano MIlaneseStoria una start-up italiana di successo

Corporate e Personal Storytelling

on 1 Gennaio 2018

Nel corso dell’anno appena concluso ho avuto il piacere di approfondire due libri sull’argomento dello storytelling scritti da Andrea Bettini ”Non siamo mica la Coca Cola ma abbiamo una bella storia da raccontare. Usare il Corporate Storytelling senza essere una multinazionale” e ”#Personal storytelling – costruire narrazioni di Sé efficaci” [co-autore Andrea Gavatorta].

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Stefano MIlaneseCorporate e Personal Storytelling

Delivering Happiness

on 20 Ottobre 2016

“Delivering happiness, a path to profits, passion and purpose” – Tony Hsieh, CEO Zappos.com. Ho passato gran parte della mia vita professionale “convivendo felicemente” con la parola DELIVERING, tuttavia mai mi sarei aspettato di avvicinarmi ad un libro che la associava ad HAPPINESS. Credo sia stato questo accostamento, più che la pregressa conoscenza del “caso Zappos”, a convincermi a leggere questo libro.

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Stefano MIlaneseDelivering Happiness

Trasporto sostenibile, si può fare

on 20 Settembre 2016

Circa il 70% del traffico transfrontaliero attraverso la Svizzera viaggia su ferrovia. Questa è una cifra che i paesi confinanti, incluso il nostro, non riescono nemmeno ad avvicinare. Quali sono le scelte e le politiche che garantiscono questo tipo di risultati?

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adminTrasporto sostenibile, si può fare

Formazione: il ruolo dell’educatore ponte

on 2 Marzo 2016

Da sempre mi ha appassionato l’attività di formazione, credo sia un’attività importante per ciascuno di noi dato che in un modo o nell’altro ci accompagna da bambini fino all’età adulta. Da alcuni anni me ne occupo direttamente sia in ambito professionale sia in ambito personale (leggasi “figli”).

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adminFormazione: il ruolo dell’educatore ponte