Quanto incide il prezzo sulle decisioni di acquisto on‑line? Ancora oggi, la leva prezzo rimane uno dei fattori più determinanti: circa l’80% degli acquirenti digitali sceglie il negozio basandosi sul prezzo, confrontando in pochi secondi decine di offerte. Per i venditori diventa quindi essenziale monitorare con precisione il proprio posizionamento competitivo.
Parallelamente, l’e‑commerce continua a crescere a ritmi sostenuti. In Italia, negli ultimi anni, l’incremento medio si è attestato intorno al 20% annuo, pur rappresentando ancora una quota relativamente contenuta del commercio totale [circa il 5–7%, a seconda dei settori]. Ciò non toglie che nessuna strategia distributiva moderna possa prescindere dal canale digitale, sempre più integrato con le forme tradizionali.
Oggi si parla infatti di multicanalità o, più correttamente, di omnicanalità per indicare la necessità per le aziende di essere presenti su tutti i canali:
- off‑line, tramite wholesale e retail;
- on‑line, sia diretto [e‑commerce proprietario] sia indiretto [marketplace, piattaforme terze].
Questa evoluzione porta con sé sfide complesse: logistiche, tecnologiche, ma soprattutto strategiche, legate alla definizione e alla coerenza della politica di prezzo. Più i canali aumentano, più diventa difficile mantenere un pricing chiaro, uniforme e sostenibile.
Di conseguenza, due competenze diventano imprescindibili:
- monitorare i prezzi dei concorrenti;
- monitorare i prezzi dei propri prodotti nei diversi canali on‑line, evitando incoerenze che erodono marginalità e credibilità.
La risposta del mercato: una start‑up italiana che anticipa i bisogni
In questo contesto è significativo osservare che esiste una start‑up italiana che, già da alcuni anni, ha intercettato questa esigenza e l’ha trasformata in un servizio ad alto valore aggiunto: Competitoor, realtà modenese nata nel 2015 e cresciuta all’interno dell’incubatore H‑Farm.
Competitoor sviluppa soluzioni B2B di price intelligence per l’e‑commerce, permettendo alle aziende di:
- monitorare i prezzi dei competitor in tempo reale;
- controllare la coerenza dei propri listini sui diversi canali;
- ottimizzare la marginalità senza sacrificare la competitività.
La start‑up ha saputo distinguersi non solo per la capacità di leggere un bisogno emergente, ma anche per un elemento raro nel panorama delle nuove imprese: ha generato utili fin dal primo anno di attività, smentendo il paradigma secondo cui le start‑up, anche quelle di successo, non producono ritorni economici nel breve periodo. Non sorprende quindi che abbia chiuso un recente aumento di capitale pari a 469 mila euro, a conferma della fiducia degli investitori e della solidità del modello di business. Le aziende che utilizzano le soluzioni di Competitoor hanno registrato incrementi di marginalità compresi tra l’8% e il 20%, un risultato tutt’altro che trascurabile in un mercato dove spesso si sacrifica il margine in favore del fatturato.
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Autore: Stefano Milanese
Ingegnere Gestionale, si occupa di consulenza e formazione dopo aver maturato una più che decennale esperienza con ruoli di responsabilità nelle aree Supply Chain e Logistica presso multinazionali leader nei settori consumer goods e fashion.

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