L’incertezza nella Supply Chain

on 1 Novembre 2022

L’incertezza nella supply chain è un tema cruciale, specialmente in periodi di crisi. Questa incertezza può derivare da vari fattori, tra cui:

  1. Interruzioni nella produzione: Le chiusure di fabbriche e le restrizioni di movimento hanno causato ritardi nella produzione e nella consegna dei materiali.
  2. Carenze di materiali: La difficoltà nel reperire materie prime essenziali ha portato a ritardi e aumenti dei costi.
  3. Volatilità della domanda: Le fluttuazioni nella domanda dei consumatori rendono difficile prevedere le necessità future e pianificare di conseguenza2.
  4. Problemi logistici: Blocchi nei porti e ritardi nei trasporti hanno ulteriormente complicato la gestione della supply chain2.

Per affrontare queste sfide, le aziende possono adottare diverse strategie, come migliorare la pianificazione della domanda, diversificare i fornitori, e investire in tecnologie per una maggiore visibilità e flessibilità della supply chain

Instabilità, incertezza, ritardi delle forniture, rincari delle materie prime sono termini a cui, anche i non addetti ai lavori, negli ultimi anni si sono abituati. D’altronde le conseguenze di questi fenomeni si fanno sentire anche nella vita privata di tutti noi. La loro entità è ben sintetizzata dal report sottostante di JP Morgan.

Week Ahead Economic Preview: Week of 2 May 2022 | IHS Markit

Analizzando l’andamento degli ultimi vent’anni ed a voler essere critici, si potrebbe affermare che, seppur con motivazioni ed entità differenti, questi fenomeni non siano del tutto nuovi. Ciononostante, è indubbio che attualmente la maggior parte delle aziende si sia fatta trovare impreparata e stia attraversando un periodo di crisi. Non dimentichiamo che “crisi” (dal greco krisis) ha anche il significato di scelta o cambiamento. Quindi vediamo come le aziende stanno affrontando questa crisi, quali azioni stanno attuando per tentare di minimizzare gli effetti negativi di questa situazione.

Innanzitutto, analizzando la curva gialla del suddetto grafico si evince anche un apparente lato positivo, ossia l’aumento dell’ordinato da parte delle aziende, che potrebbe far pensare ad una domanda in crescita. In realtà questo dato spiega la principale misura con cui le aziende stanno fronteggiando questa crisi, ossia l’aumento delle scorte (o il tentativo di aumentarle) soprattutto sui prodotti con un lungo ciclo di approvvigionamento. Questa conclusione è deducibile anche dal grafico sottostante che mostra l’aumento del livello di scorte (di sicurezza) da parte delle aziende.

Global raw material inventories

Possiamo considerare questa risposta da parte delle aziende come assolutamente comprensibile. Nel breve periodo, derogare ai principi lean di gestione dei magazzini, consente (nel momento in cui lo stock si sarà costituito) di migliorare la capacità di reazione in caso di necessità.

Tale azione, tuttavia, non è esente da insidie. Innanzitutto, il rischio principale è che, considerato l’elevato backlog manifatturiero-logistico, lo stock si costituisca solo nel momento in cui questo non sia più strettamente necessario. Inoltre, se all’aumento delle scorte sommiamo anche il succitato aumento dei prezzi risulta immediato il potenziale rischio a livello finanziario da parte delle aziende. Infatti, pur immaginando un conseguente rincaro dei prezzi finali, rimane insoluto il problema legato ad un ciclo monetario sbilanciato. In ultima analisi l’aumento degli ordinativi nel tentativo di aumentare le scorte di sicurezza si potrebbe considerare anche come un’alterazione fittizia della reale domanda di mercato che sappiamo genera complessivamente un ulteriore peggioramento della reattività della supply chain. Analoghe riflessioni si potrebbero fare relativamente alle misure attuate dal governo italiano (Superbonus) ad (apparente) sostegno del settore edilizio. Aumento incontrollato dei prezzi (a scapito della comunità) ed impossibilità di reperire sufficiente manodopera da parte di chi realmente necessità di opere edilizie sono le vere dirette conseguenze che queste manovre, a mio personale avviso, hanno portato. 

Altre attività che potrebbero agevolare in questo momento sono proprio le basi che stanno dietro al concetto di Supply Chain. Ricordiamo che il termine non è nato semplicemente come una traduzione anglofona di logistica, bensì per ribadire l’importanza di integrazione e collaborazione tra le aziende all’interno della stessa filiera. Condividere i rischi di fornitura e gestire previsioni collaborative di medio-lungo termine con i fornitori oggi è più che mai è importante in quanto è dimostrato che si tratta di attività che permettono di mitigare l’instabilità lungo la supply chain. Altra attività di contenimento dei rischi è sicuramente l’inserimento in fase contrattuale di clausole di indicizzazione dei prezzi di acquisto al fine di avere un controllo analitico e meno isterico dell’andamento dei prezzi di acquisto e mettersi al sicuro dai rischi di mancate forniture. Per quanto riguarda la negoziazione dei contratti di trasporto, ricordiamo che l’indicizzazione dei prezzi sulla base delle quotazioni del carburante risulta attività obbligatoria per legge.

Altre leve che alcune aziende da tempo stanno tentando di attivare sono quelle di accorciare la supply chain e il reshoring. Si tratta di un fenomeno opposto alla globalizzazione delle forniture.

Al pari della precedente, la diversificazione delle fonti di fornitura rappresenta forse la più classica strategia di minimizzazione del rischio, almeno nei casi di quelle forniture che non necessitino di elevati costi di set up.  

Ovviamente, prima di avvicinare la produzione alla regione della domanda, è necessario anche in questo caso interrogarsi sulla sostenibilità finanziaria di questa delocalizzazione.

Un esempio che possiamo citare in questo senso è quello di Ikea che negli ultimi mesi ha sia attuato un riposizionamento di parte della produzione di mobili dall’Asia all’Europa sia ha messo in partica saltuariamente la strategia di noleggiare direttamente alcune navi portacontainer per avere un maggior controllo su una fase estremamente critica della supply chain. Tale attività ovviamente può risultare attuabile, seppur saltuariamente, da gruppi delle dimensioni di Ikea e non dalla maggior parte delle aziende. Tuttavia, ritengo che per la maggior parte delle aziende, tanto più in periodo in cui l’affidabilità del trasporto marittimo è ai minimi storici, la scelta del partner logistico sia fondamentale. Se analizziamo il grafico sottostante, si evince come, seppur globalmente le performance di puntualità siano negative per tutti, esistono compagnie marittime che performano nettamente meglio di altre.

Autore: Stefano Milanese

Ingegnere Gestionale, da una decina d’anni si occupa di formazione dopo aver maturato una più che decennale esperienza con ruoli di responsabilità nelle aree Supply Chain e Logistica presso multinazionali leader nei settori consumer goods e fashion.

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Stefano MIlaneseL’incertezza nella Supply Chain

Incoterms 2020

on 1 Gennaio 2021

Dal 1 Gennaio 2020 al via la nuova versione degli Incoterms

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Quali sono le migliori aziende per servizio in Italia

on 1 Novembre 2020

Molto spesso i clienti sono conquistati e motivati all’acquisto da uno di questi fattori: innovazione, design, prezzo. E proprio per questo motivo molti degli sforzi delle aziende sono volti al miglioramento di questi aspetti.

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Il nuovo Codice deontologico forense

on 1 Febbraio 2026

La delibera n. 636 del Consiglio Nazionale Forense, introduce significative modifiche al Codice deontologico forense. Il provvedimento incide su vari articoli del Codice [48, 50, 51, 56, 61, 62 e 62-bis] e ridefinisce la titolazione del Titolo IV, dedicandolo ai “Doveri dell’avvocato nel processo e nei procedimenti di risoluzione alternativa e complementare delle controversie”. Si tratta di un intervento organico che mira ad aggiornare la disciplina deontologica alla luce delle nuove prassi professionali e delle crescenti esigenze di tutela della riservatezza e dell’indipendenza.

01. Rafforzamento della riservatezza e dei rapporti con i colleghi

Le modifiche agli artt. 48, 50 e 51 pongono al centro la correttezza nei rapporti interni alla categoria e con i clienti. Viene confermato il divieto di consegnare direttamente al cliente corrispondenza riservata, che può essere trasmessa solo al collega subentrante, sempre vincolato alla riservatezza. Inoltre, si impone all’avvocato l’obbligo di dichiarare in nuove istanze eventuali provvedimenti già ottenuti, compresi quelli di rigetto, per garantire trasparenza e lealtà processuale. Infine, è stato rafforzato il divieto di testimoniare su colloqui riservati e proposte transattive, a tutela della fiducia tra professionisti.

02. Tutela del minore e indipendenza nell’arbitrato

Di grande rilievo la riscrittura dell’art. 56, che disciplina l’ascolto del minore. L’avvocato potrà procedere solo con il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo conflitti di interesse, e dovrà adottare modalità rispettose del preminente interesse del minore. Quanto all’arbitrato, l’art. 61 amplia i casi di incompatibilità: l’avvocato non potrà assumere incarichi se vi sono rapporti professionali diretti o indiretti con i difensori delle parti, inclusi soci, associati o collaboratori abituali. È previsto, inoltre, l’obbligo di comunicare per iscritto ogni circostanza idonea a incidere sull’indipendenza, con il consenso delle parti quale condizione per proseguire l’incarico.

03. ADR e negoziazione assistita: un nuovo Titolo IV

Particolarmente innovativo l’inserimento dell’art. 62-bis dedicato alla negoziazione assistita, che sancisce obblighi di lealtà, riservatezza e correttezza dell’avvocato durante il procedimento. Sono introdotti divieti specifici, come l’impugnazione di accordi cui il legale abbia contribuito, salvo fatti sopravvenuti, o la suggestione indebita dei testimoni. Le sanzioni disciplinari risultano graduate: la violazione degli obblighi di lealtà e correttezza comporta la censura, mentre la violazione della riservatezza può portare alla sospensione da due a sei mesi. Contestualmente, il Titolo IV del Codice assume una nuova formulazione, estendendo i doveri dell’avvocato anche ai procedimenti di risoluzione alternativa e complementare delle controversie, in linea con il ruolo sempre più centrale delle ADR nel sistema giustizia.

04. Considerazioni conclusive

Le modifiche deliberate dal CNF rappresentano un passo evolutivo della deontologia forense, volto ad adattarla alle sfide della professione contemporanea. Viene rafforzata la protezione di valori fondamentali come la riservatezza, l’indipendenza e l’interesse superiore del minore, ma anche il ruolo dell’avvocato nelle procedure alternative al contenzioso giudiziale. L’introduzione di regole specifiche per la negoziazione assistita e la ridefinizione del Titolo IV testimoniano la volontà di collocare l’avvocato come garante di correttezza e lealtà non solo in giudizio, ma anche nei percorsi stragiudiziali di composizione dei conflitti.

gianni-milaneseFebbraio 2026

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adminIl nuovo Codice deontologico forense

Storia una start-up italiana di successo

on 1 Novembre 2020

Quanto incide il prezzo sulle decisioni di acquisto on-line? L’80% degli acquirenti on-line sceglie il negozio basandosi sul prezzo. Risulta quindi fondamentale per il venditore monitorare attentamente il proprio posizionamento rispetto ai competitors.

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Stefano MIlaneseStoria una start-up italiana di successo

Corporate e Personal Storytelling

on 1 Gennaio 2018

Nel corso dell’anno appena concluso ho avuto il piacere di approfondire due libri sull’argomento dello storytelling scritti da Andrea Bettini ”Non siamo mica la Coca Cola ma abbiamo una bella storia da raccontare. Usare il Corporate Storytelling senza essere una multinazionale” e ”#Personal storytelling – costruire narrazioni di Sé efficaci” [co-autore Andrea Gavatorta].

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Stefano MIlaneseCorporate e Personal Storytelling

Pivacy-Aggiornamento GDPR 2025

on 1 Febbraio 2026

Il General Data Protection Regulation [GDPR] è stato un punto di svolta nella gestione dei dati personali in Europa. Entrato in vigore nel maggio 2018, il GDPR ha introdotto nuove norme rigide per la protezione dei dati personali, imponendo ai responsabili del trattamento dati [data controller] e ai responsabili del trattamento [data processor] di adottare misure adeguate per garantire la sicurezza e la riservatezza delle informazioni personali.

Con il 2025, è fondamentale comprendere come queste normative si sono evolute e quali sfide emergono per le aziende e i cittadini. In questo articolo approfondito, esploreremo le modifiche previste dal GDPR nel 2025, le implicazioni per le organizzazioni e i cittadini, nonché le migliori pratiche per garantire la conformità e la sicurezza dei dati personali.

Il Contesto del GDPR

Prima di entrare nei dettagli specifici dell’aggiornamento del 2025, è utile fare una breve panoramica del contesto in cui il GDPR è nato. L’aumento esponenziale della raccolta e del trattamento dei dati personali negli ultimi decenni ha sollevato preoccupazioni significative riguardanti la privacy e la sicurezza. I casi di violazione dei dati e abusi da parte di grandi aziende tecnologiche hanno portato all’esigenza di regolamenti più severi.

Il GDPR è stato progettato per affrontare queste problematiche, stabilendo principi chiari e obblighi rigorosi per la gestione dei dati personali. Tra questi principi ci sono:

  • Licitudine, correttezza e trasparenza: Le persone devono essere informate chiaramente su come i loro dati vengono raccolti e utilizzati.
  • Limitazione della finalità: I dati possono essere raccolti solo per scopi specifici e legittimi.
  • Minimizzazione dei dati: Solo i dati strettamente necessari devono essere raccolti e trattati.
  • Esattezza: I dati devono essere accurati e aggiornati.
  • Limitazione della conservazione: I dati non vanno conservati più a lungo del necessario.
  • Integrità e riservatezza: I dati devono essere protetti contro accessi non autorizzati e perdite accidentali.

Questi principi sono stati fondamentali per garantire che i cittadini europei avessero maggiore controllo sui propri dati personali e che le aziende fossero tenute a rispettare std elevati di sicurezza.

Evoluzione del GDPR: Cosa Cambia nel 2025?

Il 2025 segna un importante passaggio nell’evoluzione del GDPR, con diverse modifiche e aggiornamenti previsti. Questi cambiamenti riflettono l’evoluzione continua del panorama digitale e delle minacce alla sicurezza dei dati.

  1. Maggiore Focus sulla Sicurezza dei Dati

Uno dei temi centrali dell’aggiornamento del 2025 sarà un maggiore focus sulla sicurezza dei dati. Con l’aumento delle minacce cyber e degli attacchi ransomware, le organizzazioni dovranno adottare misure ancora più robuste per proteggere i dati personali.

Le modifiche previste includono:

  • Requisiti di crittografia avanzata : Le aziende saranno tenute a implementare metodi di crittografia più avanzati per proteggere i dati durante la trasmissione e la memorizzazione.
  • Monitoraggio continuo delle vulnerabilità : Le organizzazioni dovranno adottare sistemi di monitoraggio automatico per identificare e mitigare potenziali vulnerabilità.
  • Piani di risposta agli incidenti: Sarà richiesto un piano di risposta agli incidenti più dettagliato e strutturato, con tempi di reazione più rapidi.
  1. Espansione delle Competenze delle Autorità di Controllo

Un altro aspetto significativo dell’aggiornamento del 2025 sarà l’espansione delle competenze delle Autorità Nazionali di Protezione Dati [DPA]. Queste agenzie avranno maggiori poteri di supervisione e sanzioni, con l’intento di garantire una maggiore conformità alle normative. Le modifiche:

  • Maggiori multe per le violazioni: Le sanzioni per le violazioni del GDPR potrebbero aumentare significativamente, raggiungendo fino al 6% del fatturato annuo globale delle aziende.
  • Audit più frequenti: Le DPAs potranno condurre audit più frequenti e approfonditi sulle pratiche di gestione dei dati delle organizzazioni.
  • Collaborazione internazionale: Le DPAs avranno maggiore facilità nel collaborare tra loro, specialmente nelle indagini transfrontaliere.
  1. Maggiore Trasparenza per i Cittadini

Un altro tema chiave dell’aggiornamento del 2025 sarà la maggiore trasparenza per i cittadini. I consumatori avranno diritti ampliati per quanto riguarda l’accesso e il controllo dei propri dati personali. Le modifiche previste includono:

  • Diritto all’oblio rafforzato: I cittadini avranno diritto a richiedere la cancellazione dei propri dati personali in modo più rapido e semplice.
  • Accesso ai dati migliorato: Le aziende saranno tenute a fornire ai cittadini un accesso più facile e completo ai propri dati personali.
  • Notifiche tempestive: Le organizzazioni dovranno notificare immediatamente i cittadini in caso di violazione dei dati che possano comportare un rischio significativo per i loro diritti e libertà.
  1. Adattamento alle Nuove Tecnologie

L’aggiornamento del 2025 terrà conto delle nuove tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale [AI], il machine learning e l’Internet delle Cose [IoT]. Queste tecnologie presentano nuove sfide per la protezione dei dati, ma anche opportunità per migliorare la sicurezza.

Le modifiche previste includono:

  • Regole specifiche per l’AI: Saranno introdotte regole specifiche per l’utilizzo dell’AI nel trattamento dei dati personali, con particolare attenzione alla trasparenza e alla spiegabilità delle decisioni automatizzate.
  • Sicurezza IoT: Le aziende che sviluppano dispositivi IoT saranno tenute a implementare misure di sicurezza più robuste per proteggere i dati raccolti dai dispositivi.
  • Privacy by Design e Privacy by Default: Le aziende saranno incoraggiate a adottare un approccio “privacy by design” e “privacy by default”, integrando la protezione dei dati fin dall’inizio dello sviluppo dei prodotti e dei servizi.

Implicazioni per le Organizzazioni

Le modifiche previste dal GDPR nel 2025 avranno importanti implicazioni per le organizzazioni. Le aziende dovranno adottare strategie investendo in tecnologie/formazione per garantire la conformità.

  1. Miglioramento delle Pratiche di Gestione dei Dati

Una delle principali sfide per le organizzazioni sarà migliorare le proprie pratiche di gestione dei dati. Ciò richiederà una revisione completa dei processi esistenti e l’adozione di nuove tecniche e strumenti per garantire la sicurezza e la conformità.

Le organizzazioni dovrebbero considerare:

  • Implementazione di sistemi di gestione dei dati: Investire in piattaforme e strumenti per la gestione efficace dei dati personali, garantendo che i dati siano raccolti, trattati e conservati in modo conforme alle normative.
  • Formazione del personale: Fornire formazione regolare al personale per garantire che tutti siano consapevoli delle normative e delle best practice per la protezione dei dati.
  • Audit interni: Condurre audit interni regolari per identificare eventuali vulnerabilità e assicurarsi che tutte le misure di sicurezza siano efficaci.
  1. Incremento degli Investimenti in Sicurezza

Un’altra sfida importante sarà l’incremento degli investimenti in sicurezza. Le aziende dovranno dedicare risorse significative per garantire che i propri sistemi siano protetti contro le minacce cyber e che i dati personali siano sicuri.

Le organizzazioni dovrebbero considerare:

  • Investimento in tecnologie di sicurezza: Acquistare e implementare tecnologie avanzate per la sicurezza dei dati, come sistemi di rilevamento delle intrusioni, firewall di nuova generazione e soluzioni di criptazione avanzate.
  • Assunzione di esperti in sicurezza : Assumere esperti in sicurezza dei dati per guidare gli sforzi di protezione e garantire che tutte le misure siano all’altezza degli standard più elevati.
  • Piani di continuità operativa : Sviluppare piani di continuità operativa per garantire che le operazioni possano continuare senza interruzioni in caso di violazione dei dati o altre emergenze.
  1. Miglioramento della Comunicazione con i Clienti

Infine, le organizzazioni dovranno migliorare la propria comunicazione con i clienti per garantire la trasparenza e costruire fiducia. I cittadini avranno sempre maggiore interesse e preoccupazione per la sicurezza dei propri dati, e le aziende dovranno dimostrare di prendere seriamente queste questioni. Le organizzazioni dovrebbero considerare:

  • Comunicazione chiara e trasparente : Comunicare chiaramente ai clienti come i loro dati vengono raccolti, trattati e utilizzati, e fornire informazioni aggiornate sugli sforzi di sicurezza.
  • Canali di supporto efficienti: Fornire canali di supporto efficienti per rispondere alle domande e alle preoccupazioni dei clienti in merito alla protezione dei dati.
  • Programmi di sensibilizzazione: Lanciare programmi per educare i clienti sui rischi associati alla condivisione dei dati personali e sulle misure che possono prendere per proteggersi.

Implicazioni per i Cittadini

Le modifiche previste dal GDPR nel 2025 avranno anche importanti implicazioni per i cittadini. I consumatori avranno maggiore controllo sui propri dati personali e più strumenti a disposizione per proteggere la propria privacy.

  1. Maggiore Controllo sui Dati Personali

I cittadini avranno diritti ampliati per quanto riguarda il controllo dei propri dati personali. Sarà più facile accedere, modificare e cancellare i propri dati, e le aziende saranno tenute a rispondere in modo tempestivo alle richieste. I cittadini dovrebbero considerare:

  • Utilizzo dei diritti GDPR: Familiarizzare con i propri diritti sotto il GDPR e utilizzarli per ottenere maggiore controllo sui propri dati personali.
  • Richiesta di trasparenza: Chiedere alle aziende di fornire informazioni chiare e trasparenti su come i loro dati vengono raccolti e utilizzati.
  • Rapporto di violazioni: Segnalare immediatamente qualsiasi violazione dei dati osservata e richiedere azioni correttive.
  1. Educazione e Formazione

Un’altra sfida importante per i cittadini sarà l’educazione e la formazione. Con l’aumento delle minacce cyber e la complessità delle tecnologie digitali, è essenziale che i consumatori siano informati e preparati per proteggere i propri dati.

I cittadini dovrebbero considerare:

  • Partecipazione a corsi di formazione: Partecipare a corsi di formazione e webinar per apprendere le migliori pratiche per la protezione dei dati personali.
  • Letture informative: Leggere articoli e pubblicazioni informative per rimanere aggiornati sugli sviluppi più recenti nel campo della sicurezza dei dati.
  • Utilizzo di strumenti di sicurezza: Utilizzare strumenti di sicurezza come password manager, software antivirus e browser sicuri per proteggere i propri dati online.
  1. Responsabilità Personale

Infine, i cittadini dovranno assumersi una maggiore responsabilità personale per la protezione dei propri dati. Anche se le aziende hanno un ruolo fondamentale nella sicurezza dei dati, i consumatori devono fare la propria parte per minimizzare i rischi.

I cittadini dovrebbero considerare:

  • Gestione sicura delle credenziali: Utilizzare password forti e uniche per ogni account, e attivare l’autenticazione a due fattori [2FA] per ulteriore sicurezza.
  • Attenzione agli scambi di dati : Essere cauti quando si condividono dati personali online, specialmente su piattaforme social e siti web poco affidabili.
  • Report di attività sospette: Rapportare immediatamente qualsiasi attività sospetta o tentativo di phishing per prevenire danni futuri.

Il GDPR ha rappresentato un passo cruciale verso la protezione dei dati personali in Europa, e le modifiche previste per il 2025 ne rafforzeranno ulteriormente l’impatto. Le organizzazioni dovranno adottare nuove strategie e investire in tecnologie e formazione per garantire la conformità, mentre i cittadini avranno maggiore controllo e responsabilità per la protezione dei propri dati. È chiaro che la sicurezza dei dati è un tema complesso e dinamico, che richiede una costante attenzione e adattamento. Tuttavia, attraverso la collaborazione tra governi, aziende e cittadini, è possibile creare un ambiente digitale più sicuro e protetto per tutti. In conclusione, il GDPR del 2025 offre un’opportunità per migliorare ulteriormente la sicurezza dei dati personali e garantire che i diritti dei cittadini siano rispettati. È ora di prepararsi per queste nuove sfide e cogliere le opportunità che esse offrono.

gianni-milaneseFebbraio 2026

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adminPivacy-Aggiornamento GDPR 2025

Le Certificazioni ESG della sostenibilità

on 1 Febbraio 2026

Le certificazioni ESG [Environmental, Social e Governance] sono una serie di standard operativi a cui si devono ispirare le nuove strategie di un’azienda. Queste certificazioni valutano la sostenibilità delle organizzazioni, in particolare la loro capacità di allinearsi ad una serie di requisiti fondamentali per lo sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, ambientale, sociale e di governance aziendale.

Le tre dimensioni della sostenibilità

ESG è un acronimo che si riferisce a tre dimensioni della sostenibilità: quella ambientale, quella sociale e quella della governance [Environmental, Social, Governance]. Nella sfera Ambientale [E] rientrano i servizi di valutazione che esaminano il modo in cui un’organizzazione contribuisce alla tutela e alla gestione dell’ambiente. Nella sfera Sociale [S] rientrano i servizi di valutazione che esaminano l’impatto e la relazione di un’organizzazione con il territorio, con le persone, i dipendenti, i fornitori, i clienti e, più in generale, con le comunità con cui opera o con cui è in relazione. Nella sfera della Governance [G] rientrano i servizi di valutazione della strategia di un’organizzazione.

Sviluppo Sostenibile

In sintesi, le certificazioni ESG sono uno strumento importante per valutare la sostenibilità delle organizzazioni e per allinearsi ai requisiti fondamentali per lo sviluppo sostenibile. Queste certificazioni prendono in considerazione aspetti economici, ambientali, sociali e di etica che si intrecciano in un circolo virtuoso.

Come ottenere la certificazione ESG?

La sostenibilità ambientale, sociale e di governance [ESG] è diventata un tema centrale nel mondo degli affari e degli investimenti. Le aziende che dimostrano un forte impegno verso tali principi possono ottenere la certificazione ESG, che è un riconoscimento importante per il loro impegno verso la sostenibilità.

Comprendere i criteri ESG

Prima di intraprendere il processo di certificazione ESG, è fondamentale avere una comprensione approfondita dei criteri ESG e dei principali standard esistenti, come il Global Reporting Iniziative [GRI], lo United Nations Global Compact [UNGC] e lo Sustainability Accounting Standards Board [SASB]. Questi standard forniscono linee guida sulle aree chiave della sostenibilità e su come misurare le performance aziendali in tali ambiti.

Condurre una valutazione interna

Una volta compresi i criteri ESG, è importante condurre una valutazione interna per comprendere lo stato attuale delle performance ESG dell’azienda. Questa valutazione può coinvolgere l’analisi dei dati finanziari, l’identificazione dei rischi ambientali e sociali, l’efficacia delle politiche di governance e l’analisi dell’impatto delle attività aziendali sulle parti interessate.

Sviluppare una strategia ESG

Sulla base dei risultati della valutazione interna, è possibile sviluppare una strategia ESG mirata. Questa strategia dovrebbe stabilire obiettivi e iniziative specifiche per migliorare le performance aziendali in ambito ambientale, sociale e di governance. Ad esempio, potrebbe includere l’implementazione di politiche di riduzione delle emissioni di carbonio, l’adozione di pratiche di gestione responsabile della catena di fornitura o l’incremento della diversità e dell’inclusione all’interno dell’organizzazione.

Implementare misure e monitoraggio

Una volta definita la strategia, è necessario implementare le misure pianificate e monitorarne i risultati nel tempo. Ciò può comportare la raccolta di dati specifici, l’implementazione di sistemi di monitoraggio e l’integrazione di processi e procedure sostenibili all’interno delle attività aziendali quotidiane.

Certificazione ESG

Dopo aver raggiunto risultati significativi nelle performance ESG, è possibile avviare il processo di certificazione. Ci sono diverse organizzazioni che offrono la certificazione ESG, ognuna con i propri requisiti e criteri di valutazione. È importante selezionare una certificazione riconosciuta e affidabile che sia in linea con gli standard e le aspettative del settore.

Comunicazione e trasparenza

Una volta ottenuta la certificazione ESG, è fondamentale comunicare i risultati in modo trasparente agli stakeholder pertinenti. Ciò può essere fatto attraverso la pubblicazione di rapporti di sostenibilità, la partecipazione ad iniziative di divulgazione e l’inclusione di informazioni ESG nei materiali di comunicazione aziendale.

La certificazione ESG rappresenta un importante riconoscimento per le aziende che si impegnano verso la sostenibilità. Seguendo i passi descritti sopra e dimostrando un solido impegno verso l’ESG, le aziende possono non solo contribuire a un futuro più sostenibile, ma anche ottenere benefici tangibili come l’attrazione di investitori responsabili e una maggiore reputazione nel mercato.

Chi rilascia certificazioni ESG?

Le certificazioni ESG, che attestano l’impegno delle aziende verso la sostenibilità ambientale, sociale e di governance, vengono rilasciate da diverse organizzazioni indipendenti e specializzate nel settore. Alcune delle più riconosciute a livello internazionale includono:

01. Global Reporting Iniziative [GRI]

Il GRI è un’organizzazione senza scopo di lucro che promuove la divulgazione di informazioni sull’impatto ambientale, sociale e di governance delle aziende. Il GRI fornisce linee guida e standard per la preparazione di rapporti di sostenibilità e non emette certificazioni, ma aiuta le aziende a sviluppare e migliorare le loro performance ESG.

02. Carbon Disclosure Project [CDP]

Il CDP è un’organizzazione internazionale che richiede alle aziende di divulgare le loro emissioni di gas a effetto serra e le strategie per affrontare i cambiamenti climatici. Le aziende che partecipano al CDP ricevono un punteggio di trasparenza e di azione climatica, ma non una certificazione specifica.

03. B Corporation

Le aziende che ottengono la certificazione B Corporation dimostrano di rispettare rigorosi standard di responsabilità sociale e ambientale. Questa certificazione è rilasciata dall’organizzazione no-profit B Lab, che valuta le performance delle aziende in diversi ambiti, come la governance, l’impatto ambientale e l’impatto sociale.

04. Agenzie di rating

Alcune agenzie di rating indipendenti, come Moody’s, S&P Global e MSCI, valutano anche le performance ESG delle aziende. Queste agenzie utilizzano metriche specifiche per assegnare un punteggio o una valutazione alle aziende in base al loro impegno e alle performance in ambito ESG.

Quanto costa la certificazione ESG?

I costi per ottenere una certificazione ESG possono variare a seconda dell’organizzazione che la rilascia e del tipo di certificazione richiesta. In generale, i costi associati alla certificazione ESG possono includere:

01. Tariffe di domanda

Alcune organizzazioni potrebbero richiedere una tariffa di domanda per iniziare il processo di certificazione. Questa tariffa può coprire l’analisi iniziale e la valutazione della documentazione presentata dall’azienda.

02. Tariffe di valutazione

Una volta avviato il processo di certificazione, possono essere addebitate tariffe di valutazione per l’analisi delle performance ESG dell’azienda. Queste tariffe possono variare a seconda della complessità dell’azienda e delle sue operazioni.

03. Tariffe di monitoraggio

Alcune certificazioni ESG richiedono un monitoraggio continuo delle performance dell’azienda nel tempo. In questi casi, possono essere applicate tariffe di monitoraggio periodiche per verificare il mantenimento degli standard ESG.

È importante notare che i costi della certificazione ESG possono essere variabili e dipendono dalle specifiche esigenze e dimensioni dell’azienda. È consigliabile contattare direttamente l’organizzazione di certificazione ESG prescelta per ottenere informazioni accurate sui costi.

Chi ha l’obbligo di redigere il bilancio di sostenibilità?

La redazione del Bilancio di sostenibilità, che documenta le performance ambientali, sociali e di governance di un’azienda, non è obbligatoria per tutte le imprese. Tuttavia, negli ultimi anni, è diventata una pratica sempre più diffusa e un’aspettativa del mercato per molte aziende, in particolare quelle che operano in settori ad alto impatto ambientale o che cercano di dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità.

In alcuni Paesi, come l’Unione Europea, esistono obblighi di divulgazione specifici per alcune aziende. Ad esempio, la Direttiva europea sulla comunicazione di informazioni non finanziarie richiede a determinate società di redigere rapporti di sostenibilità che includano informazioni sull’impatto sociale, ambientale e di governance delle loro attività. Questa direttiva si applica alle grandi imprese di interesse pubblico e ad altre società che superano determinati requisiti.

Oltre agli obblighi di divulgazione legale, molte aziende scelgono volontariamente di redigere un Bilancio di sostenibilità per dimostrare trasparenza e responsabilità verso gli stakeholder. Questo può fornire vantaggi come un maggiore coinvolgimento degli investitori, una migliore reputazione aziendale e una gestione proattiva dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità.

Mentre la redazione del bilancio di sostenibilità non è obbligatoria per tutte le aziende, sta diventando sempre più importante e richiesta nel contesto attuale, in cui la sostenibilità e la responsabilità aziendale sono diventate priorità per molte organizzazioni. Le grandi imprese di interesse pubblico e le società che superano determinati requisiti legali sono spesso tenute a redigere rapporti di sostenibilità conformemente alle normative vigenti. Tuttavia, molte altre aziende scelgono volontariamente di redigere il bilancio di sostenibilità per dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità e rispondere alle crescenti aspettative degli stakeholder. Indipendentemente dagli obblighi di divulgazione legale, la redazione del bilancio di sostenibilità offre numerosi vantaggi per le aziende. Attraverso la documentazione e la comunicazione delle performance ESG, le aziende possono migliorare la propria reputazione, attrarre investitori responsabili, soddisfare le richieste dei clienti orientati alla sostenibilità e gestire i rischi aziendali in modo più efficace.

gianni-milaneseFebbraio 2026

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adminLe Certificazioni ESG della sostenibilità

Delivering Happiness

on 20 Ottobre 2016

“Delivering happiness, a path to profits, passion and purpose” – Tony Hsieh, CEO Zappos.com. Ho passato gran parte della mia vita professionale “convivendo felicemente” con la parola DELIVERING, tuttavia mai mi sarei aspettato di avvicinarmi ad un libro che la associava ad HAPPINESS. Credo sia stato questo accostamento, più che la pregressa conoscenza del “caso Zappos”, a convincermi a leggere questo libro.

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Stefano MIlaneseDelivering Happiness