Decreto aiuti di maggio 2022

on 1 Giugno 2022

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto aiuti per imprese e famiglie. Con il Decreto aiuti [14 miliardi di euro], arriverà un contributo una tantum da 200 euro, per dipendenti e pensionati, fino a 35 mila euro di reddito. Il provvedimento è un sostegno ai redditi per 28 milioni di italiani e si estende in molte aree: liberalizzazioni, riforme nel settore delle energie rinnovabili, che permettono di accelerare la transizione ecologica, di fare quello scatto negli investimenti nelle rinnovabili. Il ‘budget’ del Decreto aiuti ammonta a circa 14 miliardi. Ma in questa cifra sono comprese anche le risorse per il Decreto sui costi dell’energia. Per famiglie sarà un intervento da poco meno di 8 miliardi. Tra le misure confermate entrano anche gli aiuti per gli affitti e per i trasporti pubblici. Il bonus bollette, prorogato, diventa retroattivo. Per le imprese arriva, tra l’altro, il sostegno alla liquidità, finanziamenti agevolati per le aziende in difficoltà. Tre miliardi vengono stanziati per contenere il caro prezzi delle materie prime negli appalti pubblici

Bonus una tantum

Approvato un bonus da 200 euro una tantum per pensionati e lavoratori dipendenti con redditi fino a 35.000 euro. Il bonus verrà pagato “non appena tecnicamente possibile”, presumibilmente a luglio per i pensionati e tra giugno e luglio per i lavoratori dipendenti. Il bonus ai lavoratori dipendenti sarà erogato dai datori di lavoro che lo recupereranno al primo pagamento d’imposta. I datori di lavoro non anticipano e poi non lo rivedono per un anno, viene ristorato al primo pagamento fiscale”.

Affitti

Il Governo va in soccorso del settore affitti. Al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione è assegnata una dotazione di 100 milioni per il 2022. 

Accise e carburanti

In più oltre alla proroga fino all’8 luglio della riduzione di 30 centesimi delle accise sui carburanti. Per gli autotrasportatori arriva un credito di imposta del 28 per cento della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto di gasolio utilizzato in veicoli di categoria euro 5 o superiore. Le spese, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, dovranno essere comprovate mediante le relative fatture d’acquisto. Il credito d’imposta può essere usato solo in compensazione.

Bonus bollette

Il bonus bollette viene rinnovato e diventa retroattivo: eventuali pagamenti di somme eccedenti sarà automaticamente compensato in bolletta una volta presentata l’Isee. Entro fine giugno Arera  [il servizio gratuito di informazioni e assistenza al consumatore] definirà il nuovo importo in vigore per il terzo trimestre 2022 per gli utenti con ISEE fino a 12.000 euro. I maggiori importi pagati in attesa della certificazione di reddito saranno automaticamente compensati nelle bollette successive. Il bonus sarà riconosciuto retroattivamente dal 1 gennaio 2022 e non più dall’1 aprile. Non c’è al momento nessuna conferma su un eventuale innalzamento del tetto, già salito a marzo da 8 a 12 mila euro. Al Mise si è studiato un meccanismo per rendere realmente automatico il bonus contestualmente alla presentazione dell’Isee, per risolvere criticità emerse in queste settimane. Le risorse per finanziare il contributo potrebbero arrivare anche da un aumento della tassa sull’extragettito delle imprese che potrebbe salire di un altro 15%.

Incentivi rinnovabili

Vengono semplificati i procedimenti per l’autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con riferimento ad alcune norme del Codice dell’ambiente [Dlgs 152/2006], viene stabilito un termine di 60 giorni trascorsi i quali, se la decisione del Consiglio dei ministri si esprime per il rilascio del provvedimento di VIA- Valutazione impatto ambientale, l’autorizzazione si intende rilasciata. Alle riunioni del Consiglio dei ministri convocate per l’adozione delle deliberazioni partecipano, senza diritto di voto, i presidenti delle Regioni e delle Province autonome interessate, perché possano esprimere definitivamente la posizione dell’amministrazione di riferimento e delle amministrazioni non statali che abbiano partecipato al procedimento autorizzatorio. 

Superbonus villette

Viene prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2022 il termine per effettuare almeno il 30% dei lavori complessivi nelle villette unifamiliari ai fini dell’accesso al Superbonus 110%. Nel computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati. 

Aiuti alle imprese

Confermato anche un fondo da circa 200 milioni di euro per le imprese con forti interscambi con le aree coinvolte nella guerra [come Russia, Ucraina e Bielorussia] e che hanno subito ripercussioni in termini di perdita di fatturato. Si tratta di un contributo a fondo perduto che mira a sostenere quelle aziende che hanno visto calare i loro ricavi a seguito della contrazione della domanda, dell’interruzione di contratti e progetti esistenti o della crisi nelle catene di approvvigionamento. Avranno invece una ‘corsia rapida’, grazie a una serie di semplificazioni, quelle che effettueranno investimenti oltre i 50 milioni di euro in produzioni strategiche.

Novità per i prezzari Appalti delle Regioni

Le Regioni entro il 31 luglio devono procedere ad un aggiornamento infrannuale dei prezzari. Nel frattempo le stazioni appaltanti procederanno ad un incremento fino al 20% dei prezziari in vigore al 31 dicembre 2021. I prezzari aggiornati entro il 31 luglio cessano di avere validità entro il 31 dicembre e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 31 marzo 2023 per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data.  Verrà riconosciuto dalle stazioni appaltanti pubbliche il 90% degli aumenti su materie prime, carburanti e prodotti energetici. Contro il caro prezzi il governo stanzia tre miliardi nel 2022, 2,5 nel 2023 e 1,5 per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026.

Società pubbliche

Per interventi di rafforzamento patrimoniale delle società pubbliche la spesa a disposizione per il 2022 è incrementata di 925 milioni. Si provvede a questo aumento di risorse tramite somme iscritte in conto residui, nello stato di previsione del Ministero dell’Economia.

Fondo per le grandi Città

Un fondo da 600 milioni di euro a sostegno degli obiettivi del Pnrr per le grandi città. Prevista una dotazione di 100 milioni per il 2022, 200 per il 2023, altrettanti per il 2024 e 100 milioni per il 2025, destinati a Comuni con oltre 800.000 abitanti.

Aiuti per chi accoglie profughi ucraini

Ai Comuni che accolgono minori non accompagnati provenienti dall’Ucraina, vengono rimborsati i costi sostenuti, fino a un massimo di 100 euro al giorno pro-capite.  A questo scopo, il Fondo per le emergenze nazionali sarà incrementato di 58,5 milioni per il 2022.

Credito d’imposta su Beni immateriali e su Formazione

Aumenta il credito d’imposta per le imprese che puntano su beni immateriali e formazione 4.0. Per gli investimenti in beni immateriali 4.0, “effettuati a decorrere dal primo gennaio e fino al 31 dicembre 2022 ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, la misura del credito d’imposta prevista è elevata al 50%”. Le attuali aliquote del credito d’imposta Formazione 4.0 sono elevate dal 50% al 70% e dal 40% al 50%.

Commissario per il Giubileo a Roma

Al Commissario nominato dal governo per il Giubileo andranno i poteri straordinari sulla gestione dei rifiuti nella città di Roma. Tra questi ci sarebbe anche la possibilità di realizzare un inceneritore a Roma. Al fine di assicurare gli interventi funzionali alle celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025 nella Città di Roma Capitale, in considerazione della esigenza di prevenire gravi criticità nella gestione dei rifiuti urbani, il Commissario straordinario del Governo “limitatamente al periodo del relativo mandato e con riferimento al territorio di Roma Capitale, esercita le competenze assegnate alle regioni ai sensi degli articoli 196 e 208 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152″, si legge. In particolare, il Commissario “predispone e adotta il piano di gestione dei rifiuti di Roma Capitale”; “regolamenta le attività di gestione dei rifiuti, ivi compresa la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, anche pericolosi; elabora e approva il piano per la bonifica delle aree inquinate; approva i progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti, anche pericolosi, assicura la realizzazione di tali impianti e autorizza le modifiche degli impianti esistenti.

gianni-milanese

01.giugno. 2022 – Fonti Web

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adminDecreto aiuti di maggio 2022

Etica delle TIC – Industrie delle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione

on 1 Giugno 2022

Ormai da alcuni anni l’Etica è divenuta una sfida globale sia per le Industrie ICT/TIC [Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione] che la teorizzano sia per le aziende che l’applicano. La Norma europea [EN] 16234-1, Quadro Europeo di Competenza Elettronica [e-CF] fornisce un riferimento a 41 ‘Competenze’ applicate sul posto di lavoro delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione [TIC], utilizzando una lingua comune per competenze e conoscenze che possono essere compresi in tutta Europa. L’e-CF si adatta all’applicazione da parte di organizzazioni di servizi TIC, utenti e forniture, Multinazionali e PMI, per manager ICT, dipartimenti e individui delle risorse umane, Istituti di istruzione, compresi Fornitori di istruzione superiore e certificazione privata, parti sociali, analisti di mercato, responsabili politici e altre organizzazioni nel settore pubblico e privato. L’obiettivo del Progetto messo a punto dalla UE è di giungere alla pubblicazione di una specifica tecnica CEN  [CEN/TS] quale parte integrante del “Quadro Europeo di Etica professionale per la Professione di ICT” che includa una metodologia ed una Guida alla sua applicazione. Esso mira a rafforzare la professione ICT in Europa e prenderà in considerazione prospettive sfaccettate degli stakeholder da parte degli organismi nazionali: dell’Organizzazione professionale ICT, dei professionisti delle TIC e delle loro prospettive educative. La deontologia è una componente essenziale di qualsiasi attività professionale. Esempi di spicco si trovano nel Diritto e nella Medicina, dove la comprensione reciproca porta a risultati migliori e differenzia le professioni dei posti di lavoro. Una forza lavoro professionale nel settore delle TIC in tutta la società e nell’industria europea sosterrà e migliorerà lo scambio di risorse e servizi ICT nel Mercato Unico Europeo. Tra gli aspetti affini all’etica delle ITC vi è il Risparmio energetico. Sono circa 20  anni  che le tecnologie dell’ICT permettono un migliore controllo dei processi in settori quali: edilizia, trasporti, industria e distribuzione dell’energia elettrica, ma l’idea di individuare nelle tecnologie dell’ICT un’opportunità per favorire l’incremento dell’efficienza energetica è un fatto relativamente nuovo, che potrebbe permettere di risolvere l’incoerenza tra il modello tradizionale di sviluppo economico e la necessità di un continuo incremento dei consumi energetici.

gianni-milanese

01.giugno.2022  – Fonti Web

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adminEtica delle TIC – Industrie delle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione

Next Generation Italia per l’Economia Circolare

on 1 Giugno 2022

L’Economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore. I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Questo tipo di approccio lineare si basa sull’estrazione di materie prime, sulla produzione ed il consumo di massa e sullo smaltimento degli scarti una volta raggiunta la fine della vita del prodotto. Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali ed energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

I benefici dell’Economia Circolare

La transizione verso un’economia più circolare può portare numerosi benefici, tra cui:

  • Riduzione delle emissioni nocive disperse nell’ambiente
  • Una maggiore disponibilità di materie prime
  • Diminuzione di materiali di scarto
  • Aumento della competitività all’interno del mercato
  • Possibilità di crescita economica [un aumento del PIL dello 0,5%]
  • Aumento posti di lavoro. Si stima che nell’UE grazie all’economia circolare potrebbero esserci 700.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030.

Esempi di Economia Circolare

  • Produrre tessuti con gli scarti di lavorazione delle arance
  • Realizzare una centrale a biogas partendo dai propri residui di produzione agroalimentare
  • Riciclare gli pneumatici fuori uso attraverso l’utilizzo delle microonde
  • Riuso in cui le materie prime vengono dalla riconsegna di mobili o vestiti usati
  • Riciclare la plastica per la realizzazione di nuovi materiali

Sono questi solo alcuni esempi di prodotti realizzati da aziende virtuose che hanno applicato i principi dell’economia circolare. Alcune di queste testimonianze sono raccolte all’interno del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare, una piattaforma web con cento casi in Italia di realtà ed esperienze di green economy, tra raccolta differenziata, consumo responsabile e recupero dei materiali.

Il Pnrr Italia e l’Economia Circolare

Il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza [Pnrr] considera l’economia circolare non un settore a sé, ma la integra insieme all’agricoltura sostenibile e all’impresa verde. In questo modo i fondi garantiti sono in totale 6,3 miliardi di euro, in aumento rispetto alle bozze che erano circolate negli scorsi giorni. Come si legge nel documento, si “punta da un lato a conseguire una filiera agroalimentare sostenibile, migliorando la logistica e competitività delle aziende agricole e le loro prestazioni climatico-ambientali, dall’altro allo sviluppo di impianti di produzione di materie prime secondarie e all’ammodernamento e alla realizzazione di nuovi impianti, in particolare nelle grandi aree metropolitane del Centro e Sud Italia, per la valorizzazione dei rifiuti in linea col Piano d’azione europeo per l’economia circolare”.

Nello specifico, 1,8 miliardi andranno a non meglio precisati progetti per l’agricoltura sostenibile, mentre i restanti 4,5 miliardi andranno così suddivisi:

  • 1,5 miliardi per la “realizzazione di nuovi impianti e ammodernamento degli impianti esistenti per il riciclo”
  • 800 milioni per la “transizione ecologica”, con progetti però ancora “da individuare”
  • 2,2, miliardi per “progetti a bando di economia circolare per riconversione di processi industriali”

Le Priorità

La “novità” è costituita dalla definizione di fondi specifici per il ciclo dei rifiuti. “Gli investimenti aggiuntivi di questa linea saranno pari a 1,5 miliardi, si punterà all’adeguamento degli impianti esistenti e alla realizzazione di nuovi impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti con la produzione di materie prime secondarie. Gli investimenti saranno anche finalizzati a potenziare la raccolta differenziata con investimenti su mezzi di nuova generazione e implementando la logistica per particolari frazioni di rifiuti. Gli interventi previsti sono volti in particolare ad affrontare situazioni critiche nella gestione dei rifiuti nelle grandi aree metropolitane del Centro e Sud Italia [ad esempio Città metropolitane di Roma Capitale, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo]. Si attueranno azioni comunicative per incrementare la raccolta differenziata e promozione dei centri di raccolta e riuso“. Si punta dunque a migliorare decisamente l’esistente e a superare le enormi e ataviche difficoltà che gli addetti ai lavori e i cittadini riscontrano da molto tempo, “ fra cui l’incremento della raccolta e del recupero dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche [RAEE]; la chiusura del ciclo di gestione dei fanghi di depurazione prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane; la creazione di poli di trattamento per il recupero dei rifiuti prodotti da grandi utenze [porti, aeroporti, ospedali, plessi scolastici]”. L’obiettivo è di superare dunque le criticità soprattutto dei grandi centri urbani, con un orizzonte temporale al 2026, mirando soprattutto a una corretta ed efficace chiusura del ciclo dei rifiuti. Col rischio però che la mancata definizione di come si intende agire possa far rispuntare dalla finestra ciò che l’Europa ha tenuto chiuso dalla porta, ovvero tecnologie obsolete e impattanti come impianti di trattamento meccanico biologico e inceneritori. Zero spazio, infatti, viene dedicato alla prevenzione della produzione di rifiuti e a un concetto fondamentale dell’economia circolare, quello per cui “il miglior rifiuto è quello che non si produce”.

Le Strategie

La strategia nazionale in materia di economia circolare si baserà su un intervento di riforma normativa, denominato Circolarità e tracciabilità volto a promuovere la semplificazione amministrativa in materia di economia circolare e l’attuazione del piano d’azione europeo per l’economia circolare. Quest’ultimo punterà a migliorare l’organizzazione e il funzionamento del sistema di controllo e tracciabilità dei rifiuti, per rafforzare l’ecodesign e la simbiosi industriale, riducendo a monte la produzione di rifiuti e per rafforzare la posizione dell’Italia come paese con i più alti tassi di riuso circolare in Europa”. La strategia sull’economia circolare è però tutta da disegnare, anche se il fatto che venga prevista già nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fa ben sperare gli operatori. Per il governo, in ogni caso, la strategia sarà “finalizzata a ridurre l’uso delle materie prime naturali, di cui il pianeta si va progressivamente impoverendo, utilizzando ‘materie prime secondarie’, prodotte da scarti/residui/rifiuti. Per incrementare il tasso di circolarità in Italia vengono proposti interventi per la realizzazione di impianti di trasformazione dei rifiuti finalizzata al loro recupero, partendo in particolare dai rifiuti da raccolta differenziata. La strategia sull’economia circolare interviene su un processo lungo e complesso teso a rendere l’Italia meno dipendente dall’approvvigionamento di materie prime e conseguentemente più forte e competitiva sui mercati internazionali. Per potenziare gli interventi verrà costituito un Fondo operativo per far leva sulle risorse del PNRR destinato a favorire lo sviluppo dell’Economia circolare”. 01. giugno. 2022 [Fonte web]

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adminNext Generation Italia per l’Economia Circolare