La strategia europea per la Responsabilità Sociale d’Impresa

on 1 Ottobre 2019

Sarà per un vento nuovo che soffia sull’economia, sarà perché i tempi stanno lentamente cambiando [l’economista Edward Freeman teorizza che “per le imprese non è più tempo di fare solo soldi, ma di condividere il valore”], eppure il tema dei comportamenti socialmente responsabili, dell’attenzione alle risorse umane e materiali, della necessità di uno sviluppo sostenibile, sta conquistando spazio non solo tra le aziende, ma anche nel non profit, nelle università e, quel che più interessa, nei Governi. Come noto il significato di Responsabilità Sociale d’Impresa [CSR – Corporate Social Responsibility], è la capacità di coniugare il profitto con l’attenzione all’ambiente e al sociale. Non è un’attività tattica o residuale e non può essere considerata uno strumento per risolvere problemi contingenti. È una scelta strategica capace di incidere sui piani dell’organizzazione nel breve, medio e lungo periodo.

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Nuovi limiti per l’obbligo di nomina dell’Organo di controllo delle società a responsabilità limitata

on 1 Ottobre 2019

Come noto, L’art. 2-bis, D.L. 32/2019 [cosiddetto “sblocca cantieri”], convertito con modificazioni dalla L. 55/2019, è intervenuto sulla disciplina degli organi di controllo della Società, attenuando la forte riduzione dei parametri dimensionali che era stata in precedenza disposta dal D. Lgs. 14/2019.

I nuovi limiti per la nomina dell’Organo di controllo

Il D. Lgs. 14/2019 era intervenuto a modificare le disposizioni che regolamentano la disciplina concorsuale, con decorrenza dal 15 agosto 2020.

Per alcune previsioni è stata però introdotta una efficacia anticipata fissata allo scorso 16 marzo 2019. Tra queste va segnalata la modifica dell’art. 2477 C.c. operata dall’art. 379, D. Lgs. 14/2019.

La nomina dell’Organo di controllo o del Revisore è obbligatoria se la Società è tenuta alla redazione del Bilancio consolidato ovvero controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; tale nomina è altresì obbligatoria quando dovessero essere superati determinati parametri dimensionali. Con riferimento proprio a tali parametri, in precedenza l’obbligo di nomina si innescava al superamento dei limiti previsti dall’Articolo 2435-bis [quelli che comportano l’obbligo di redazione del Bilancio in forma ordinaria], oggi invece nell’articolo 2477 sono stabilite regole specifiche.

Il D.L. 14/2019 aveva introdotto parametri oltremodo ridotti: tali limiti erano stati portati a 2 milioni per attivo e ricavi; il terzo parametro riguarda i dipendenti mediamente impiegati nell’attività, il cui limite era posto pari a 10.

Il D.L. 32/2019 interviene raddoppiando tali limiti: 4 milioni tanto per i ricavi, quanto per l’attivo patrimoniale, mentre il numero dei dipendenti è stato posto pari a 20.

Vecchio limite Nuovo limite [aggiornato D.L. 32/2019]
Attivo 4.400.000 euro 4.000.000 euro
Ricavi 8.800.000 euro 4.000.000 euro
n. medio dipendenti impiegati 50 20
Regola di “innesco” 2 su 3 per 2 anni consecutivi 1 su 3 per 2 anni consecutivi

La nomina dell’Organo di controllo o del Revisore si innesca a seguito del superamento anche solo di uno di questi limiti: tale regola, introdotta dal D.L. 14/2019, non è stata modificata dal D.L. 32/2019.

Resta, altresì, inalterato l’articolo 2477, comma 3, Cod. civ., secondo il quale l’obbligo di nomina in questione cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti.

Non sono stati modificati i riferimenti temporali: con riferimento alle società aventi l’esercizio coincidente con l’anno solare, in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, per la verifica del superamento delle soglie si dovrà avere riguardo agli esercizi 2017 e 2018.

Quindi, a seguito dell’approvazione del bilancio 2018 [avvenuta nella generalità dei casi alla fine dello scorso mese di aprile], potrebbe essersi verificato l’obbligo di nomina dell’organo di controllo; al riguardo va rammentato che in sede di prima applicazione, il comma 3 dell’articolo 379, D.L. 14/2019 ha previsto 9 mesi a favore delle società per adeguarsi alle nuove previsioni dell’articolo 2477, Cod. civ. Pertanto, entro il prossimo 16 dicembre 2019 le società dovranno verificare la necessità di una eventuale nomina dell’organo di controllo o del Revisore.

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Processi in unico grado – la ragionevole durata

on 1 Ottobre 2019

Anche nel programma del Governo “Conte due” vi è la Riforma della Giustizia, finalizzata a renderLa più rapida ed efficace. E’ quindi doveroso ricordare quanto previsto in merito alla ‘Durata dei processi’ a tutt’oggi in vigore. In seguito alla modifica della Legge n. 89/2001 sulla ragionevole durata dei processi ad opera del D.L. n. 83/2012 [convertito con modifiche nella Legge n.134/2012], all’art.2 sono stati aggiunti i commi 2-bis e 2-ter. Il comma 2-bis dispone, tra l’altro, che “si considera rispettato il termine ragionevole se il Processo non eccede la durata di 3 anni in primo grado, di 2 anni in secondo grado, di 1 anno nel giudizio di legittimità. Il successivo comma 2-ter prevede che “si considera comunque rispettato il termine ragionevole se il giudizio viene definito in modo irrevocabile in un tempo non superiore a 6 anni”.

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Legittimità del libro soci volontario nelle Srl

on 1 Ottobre 2019

Lo scopo del Legislatore è finalizzato principalmente a rendere gli aspetti burocratici per le imprese meno pesanti. Come è noto, nelle Società a responsabilità limitata Srl il Libro soci è stato abrogato dall’art.16, Legge 2/09 [Legge di conversione del DL 185/08]. Tuttavia, come è stato sottolineato dalle Massime n. 115 del Notariato di Milano ed una analoga del Notariato del Triveneto, l’abolizione dell’obbligo di tenuta del Libro soci non si traduce automaticamente in un divieto assoluto riguardo alla sua conservazione in uso, per le Srl già esistenti, oppure alla sua adozione facoltativa per scelta statutaria. Ciò può essere utile per assicurare, da parte degli amministratori, un’ordinata gestione delle vicende societarie legate alla posizione dei soci.

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Appalti – Nuove linee guida sulla verifica delle concessioni

on 1 Ottobre 2019

Come noto, L’ANAC [Autorità Nazionale Anti Corruzione] ha depositato il 12 luglio presso la segreteria del Consiglio la delibera n. 570 del 26 giugno 2019 contenente le Linee guida n. 11 recanti “Indicazioni per la verifica del rispetto del limite di cui all’articolo 177, comma 1, del codice, da parte dei soggetti pubblici o privati titolari di concessioni di lavori, servizi pubblici o forniture già in essere alla data di entrata in vigore del codice non affidate con la formula della finanza di progetto ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo il diritto dell’Unione europea” aggiornate al Decreto legge 18 aprile 2019 n. 32 convertito con legge 14 giugno 2019, n. 55.

La struttura delle linee guida è rimasta inalterata e si tratta, quindi delle seguenti piccole modifiche inserite all’interno dell’articolato:

  • al paragrafo 3.1 viene aggiunto il riferimento al Decreto-legge n. 32/2019 ed il nuovo testo diventa “Il termine indicato dall’articolo 177, comma 2, del codice dei contratti pubblici, come modificato dal Decreto legge 18 aprile 2019 n. 32, convertito con legge 14 giugno 2019, n. 55 rappresenta il termine finale entro cui i titolari di concessioni affidate senza gara prima dell’entrata in vigore del D.lgs. 50/2016 devono adeguare la percentuale degli affidamenti esterni alle indicazioni normative. L’adeguamento è effettuato man mano che i contratti in essere vengono a scadenza.”;
  • al paragrafo 5.6 vengono modificati i termini entro cui devono essere assolti gli obblighi di pubblicazione ed il nuovo testo diventa “Gli obblighi di pubblicazione di cui ai punti precedenti devono essere assolti, in prima applicazione, entro il 31/01/2022 con riferimento al periodo 1/1/2021-31/12/2021 e, successivamente, entro il 31 gennaio di ogni anno con riferimento all’anno solare precedente”.

In pratica nulla di nuovo se non il fatto che le concessioni già in essere alla data di entrata in vigore del Codice dei contratti e, quindi, il 18 aprile 2016 che avrebbero dovuto adeguarsi alle nuove norme entro il 18 aprile 2018, verranno adeguate entro il 31 dicembre 2020.

Ricordiamo che tra i concessionari, soltanto quelli autostradali possono evitare le procedure ad evidenza pubblica per una quota pari al 40% dei contratti, a differenza degli altri concessionari per i quali tale percentuale scende al 20%; gli stessi, anche dopo lo sblocca cantieri, continuano ad avere un grande privilegio perché mentre dall’entrata in vigore del Codice dei contratti di cui al D.lgs. n. 50/2016 la percentuale del 20% era  uguale per tutti i concessionari, con la legge di bilancio 2018 [legge 27 dicembre 2017, n. 205] in deroga a quanto originariamente previsto con il Codice dei contratti i soggetti titolari delle concessioni autostradali sono obbligati ad affidare con procedura ad evidenza pubblica soltanto una percentuale pari al 60% dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore a 150 mila euro mentre la restante percentuale del 40% potrà essere affidato alle società in house. In pratica è continuato a restare in vita il tetto del 60% del previgente Codice dei contratti [D.lgs. n. 163/2006]. Si perpetua, quindi, anche dopo lo sblocca cantieri, il grande privilegio per i concessionari autostradali che continuano a realizzare con società in house il 40% dei contratti di lavori, servizi e forniture. In pratica mentre con il testo originario dell’art. 177 del Codice degli appalti era stabilito che l’80% degli appalti per i lavori autostradali debbano essere affidati tramite gara pubblica, con il nuovo testo successivo all’entrata in vigore della legge di Bilancio 2018 non modificato dallo sblocca cantieri, soltanto il 60% dovrà essere affidato con procedura ad evidenza pubblica mentre il restante 40% può essere realizzato direttamente dai concessionari autostradali senza gara e con società in house.

gianni-milanese

 

 

Ottobre 2019 – Fonte A.n.a.c.

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Le modifiche al Decreto lgs. 231/2001

on 1 Ottobre 2019

Come noto, il Decreto Legislativo n° 21 del 1° marzo 2018, [Gazzetta ufficiale del 22 marzo 2018] ha iniziato a dare attuazione al Principio della riserva di Codice che ha lo scopo di migliorare la conoscenza dei precetti e delle sanzioni mediante l’inserimento all’interno del Codice penale delle fattispecie criminose previste da disposizioni di legge già in vigore che abbiano a diretto oggetto la tutela di beni di rilievo costituzionale, con contemporanea abrogazione delle disposizioni previgenti.

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Stefano MIlaneseLe modifiche al Decreto lgs. 231/2001

Risk management in Odontoiatria

on 1 Ottobre 2019

Come è noto, il Sistema qualità che fa riferimento alle norme ISO 9001/2015 non può prescindere dalla valutazione del Risk Management. Ciò che in questi anni si è andato delineando è un sistema di analisi dei fattori di rischio con l’intento di superare i limiti e ridurre l’incidenza degli eventi sfavorevoli eliminabili. Si è cominciato determinando un modello di indagine che parte dall’evento sfavorevole, prevede l’istituzione di un gruppo di lavoro ergonomia e miglioramento della qualità con il compito di raccogliere i dati in sequenza temporale, fare una prima analisi dei fatti e identificare i due livelli di errore racchiusi in questi fatti.

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Call for Proget team experts in EU ICT Ethics

on 1 Agosto 2019

Following the acceptance by the European Commission of a proposal from CEN, as prepared by CEN/TC 428 Secretariat, CEN has now signed a Specific Agreement with the European Commission for the standardization on European Professional Ethics Framework for the ICT Profession [EU ICT Ethics].

Under this Specific Agreement [N° CEN/2018-17] funding has been made available for establishing a team of paid experts to draft the input material into the consensus processes of CEN/TC 428 “Digital Competencies and ICT Professionalism”.

The overall coordination of the project will be performed by UNINFO.

The official starting date of the Grand Agreement is 1st January 2019.

For further information [and more details] see documents below:

European Professional Ethics Framework for the ICT Profession [EU ICT Ethics]

SA-2018-17_secondCall.zip

  • Annex I – Terms of Reference for the project
  • Annex II – Application form
  • Call for tender “European Professional Ethics Framework for the ICT Profession [EU ICT Ethics]”

Interested candidate experts are kindly requested to send by email [uninfo@uninfo.it] the completed form in Annex 2 and related documents by 31-08-2019.

Applications received after the deadline will not be taken into consideration.

 

gianni-milanese

 

Luglio 2019  – Fonte UNI

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adminCall for Proget team experts in EU ICT Ethics

Bando Ecobonus per la sostituzione di veicoli inquinanti M1

on 1 Luglio 2019

Come noto, Con deliberazione di Giunta n.1051 del 24 giugno 2019 la Regione Emilia-Romagna ha rilanciato il Bando per ridurre l’inquinamento atmosferico e deciso di approvare l’Ecobonus per dare ai cittadini dell’Emilia-Romagna la possibilità di avere un contributo per la sostituzione delle auto inquinanti con nuovi modelli a basso impatto ambientale o a zero emissioni. Con questo nuovo bando si incentiva il rinnovo del parco auto in circolazione sul territorio regionale riducendo le emissioni inquinanti.

Destinatari

Possono presentare domanda per ottenere i contributi i cittadini che:

  • siano residenti in un Comune della Regione Emilia-Romagna;
  • intendano rottamare o che abbiano già rottamato a partire dal 1° gennaio 2019 un’autovettura di categoria M1 [veicoli progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi al massimo otto posti oltre al sedile del conducente] con alimentazione:
  • diesel fino alla classe ambientale Euro 4
  • benzina fino alla classe ambientale Euro 2
  • benzina/metano o benzina/gpl fino alla classe ambientale euro 2
  • che non abbiano riportato, nei cinque anni precedenti alla presentazione della domanda, condanne penali.

L’autovettura da rottamare deve essere di proprietà di chi richiede il contributo oppure intestata ad altra persona fisica comunque residente in Emilia-Romagna;

Gli investimenti ammissibili riguarderanno gli acquisti effettuati a partire dal 24 giugno 2019 di autovetture M1 di prima immatricolazione, ad esclusivo uso privato, ad alimentazione:

  • Elettrica
  • Ibrido benzina/elettrico di classe ambientale euro 6
  • Metano [mono o bifuel benzina] di classe ambientale euro 6
  • GPL [mono o bifuel benzina] di classe ambientale euro 6

Esclusioni

 Sono esclusi dal contributo:

  • i veicoli usati,
  • i veicoli a “chilometri zero” o comunque acquisiti per passaggio di proprietà
  • i veicoli acquistati in leasing
  • le autovetture ad uso pubblico [esempio Taxi o NCC] o veicoli che, anche se intestati a persone fisiche, sono strumentali ad una attività di impresa [esempio imprese individuali].

Contributi previsti

 L’entità del contributo dipende della tipologia della autovettura che si intende acquistare

Contributo regionale [euro]
Categoria veicolo Ibrido [elettrico-benzina] Euro 6 Elettrico  

Metano [mono e bifuel benzina] Euro 6

GPL [mono e bifuel benzina] Euro 6

M1 € 3.000 € 2.000

 

Il contributo è cumulabile per lo stesso investimento con altre iniziative sia private che pubbliche – comprese quelle regionali – attivate per incentivare la mobilità sostenibile, fatti salvi eventuali divieti di cumulo eventualmente previsti da altri bandi non dipendenti dalla Regione Emilia-Romagna.

Risorse disponibili

 La Regione Emilia-Romagna stanzia per questa iniziativa € 4.000.000.

Modalità di partecipazione

La procedura per ottenere il contributo si articola in tre fasi

Fase 1 – Presentazione delle domande [8 luglio – 30 settembre 2019]

Fase 2 – Invio dell’ordine di acquisto [30 luglio – 15 ottobre 2019]

Fase 3 – Rendicontazione dell’acquisto e richiesta di liquidazione [3 settembre 2019 – 30 aprile 2020]

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adminBando Ecobonus per la sostituzione di veicoli inquinanti M1