Le modifiche al Decreto lgs. 231/2001

on 1 Agosto 2021

La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata sulla compatibilità dei reati ambientali colposi individuati dall’art. 25-undecies, comma 2, lett. a), del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 rispetto al generale impianto normativo del Decreto, fondato sulla responsabilità dell’ente per illeciti commessi nel suo interesse o a suo vantaggio.

A questo proposito, la Suprema Corte ha ribadito – riprendendo un proprio noto orientamento – che “I concetti di interesse e vantaggio, nei reati colposi d’evento, vanno di necessità riferiti alla condotta e non all’esito antigiuridico. Tale soluzione non determina alcuna difficoltà di carattere logico: è ben possibile che una condotta caratterizzata dalla violazione della disciplina cautelare e quindi colposa sia posta in essere nell’interesse dell’Ente o determini comunque il conseguimento di un vantaggio […]. L’adeguamento riguarda solo l’oggetto della valutazione che coglie non più l’evento bensì solo la condotta, in conformità alla diversa conformazione dell’illecito; e senza, quindi, alcun vulnus ai principi costituzionali dell’ordinamento penale. Tale soluzione non presenta incongruenze: è ben possibile che l’agente violi consapevolmente la cautela, o addirittura preveda l’evento che ne può derivare, pur senza volerlo, per corrispondere ad istanze funzionali a strategie dell’ente”. [Cass. Pen., Sez. III, 27 gennaio 2020, n. 3175]

Le nuove fattispecie di Reato

Come noto, gli Organi competenti hanno dato attuazione al Principio della riserva di Codice che ha lo scopo di migliorare la conoscenza dei precetti e delle sanzioni mediante l’inserimento all’interno del Codice penale delle fattispecie criminose previste da disposizioni di legge già in vigore che abbiano a diretto oggetto la tutela di beni di rilievo costituzionale, con contemporanea abrogazione delle disposizioni previgenti. In Gazzetta ufficiale del 15 luglio 2020 è stato pubblicato il Decreto legislativo 14 luglio 2020 n. 75, che recepisce la “Direttiva Europea [UE] 2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il Diritto penale”.

Reati 231 aggiornati: nel catalogo dei reati presupposto per l’applicazione delle sanzioni cosiddette amministrative da reato è stato inserito il delitto di frode in pubbliche forniture [art. 356 Codice penale], si è integrato l’art. 25 con il riferimento all’Unione Europea quale soggetto finanziariamente leso nei casi di peculato, anche mediante profitto dell’errore altrui [art. 314 e 316 Codice penale] e abuso d’ufficio [articolo 323 Codice penale].
Per i reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto ai sensi del Decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74, da oggi 30 luglio 2020 sono previste sanzioni amministrative severe [da trecento a cinquecento quote] se commessi nell’ambito di sistemi fraudolenti transfrontalieri e al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto per un importo complessivo non inferiore a dieci milioni di euro.
L’art. 25-sexiesdecies, di nuova introduzione, inoltre, aggiunge al catalogo dei reati presupposto il contrabbando, punito con sanzioni da duecento a quattrocento quote, a seconda del valore dei diritti di confine evasi [inferiore o superiore centomila euro].
In tutti questi casi [art. 25-sexiesdecies] si applicano le sanzioni interdittive:

– Il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;

-L’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;

– Il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Il nuovo Catalogo

I reati tributari erano già stati inseriti a catalogo con la legge 157/2019 di conversione del decreto legge 124/2019 in vigore dal 25 dicembre 2019, ma si era in attesa dell’integrazione con le fattispecie lesive degli interessi finanziari dell’UE.
I Reati 231 si riepilogano, pertanto, i contenuti che da oggi formano il catalogo delle fattispecie che danno corso alla responsabilità amministrativa da reato [Sezione terza del Decreto legislativo 231/2001].
Art. 24. Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato, di un ente pubblico o dell’Unione europea o per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico e frode nelle pubbliche forniture
Art. 24-bis. Delitti informatici e trattamento illecito di dati
Art. 24-ter. Delitti di criminalità organizzata
Art. 25. Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e abuso d’ufficio
Art. 25-bis. Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento
Art. 25-bis.1. Delitti contro l’industria e il commercio
Art. 25-ter. Reati societari
Art. 25-quater. Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico
Art. 25-quater.1. Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
Art. 25-quinquies. Delitti contro la personalità individuale
Art. 25-sexies. Abusi di mercato
Art. 25-septies. Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro
Art. 25-octies. Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio
Art. 25-novies. Delitti in materia di violazione del diritto d’autore
Art. 25-decies. Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria
Art. 25-undecies. Reati ambientali
Art. 25-duodecies. Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare
Art. 25-terdecies. Razzismo e xenofobia
Art. 25-quaterdecies. Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati
Art. 25-quinquiesdecies. Reati tributari
Art. 25-sexiesdecies. Contrabbando

Conclusioni

Non v’è dubbio che l’ampliamento dell’elenco dei reati che danno corso alla responsabilità amministrativa di cui al Decreto legislativo 231/01 impone a chi si è dotato di Modello di effettuare quantomeno un aggiornamento del Risk assessment per valutare, alla luce della normativa aggiornata, se si ricada in nuove aree di rischio.
L’esito positivo dovrà sicuramente orientare verso l’adeguamento del modello, per renderlo idoneo ed efficace ed essere conforme ai dettami dell’ordinamento, ma soprattutto utile all’impresa per prevenire la commissione di reati ed evitare sanzioni pesanti in caso, comunque, gli stessi si verifichino eludendo il modello organizzativo.
L’Organismo di Vigilanza ha un ruolo attivo nella segnalazione delle necessità di aggiornamento, ma l’imprenditore dovrà, comunque, operare in tal senso, proprio per evitare che un’iniziativa utile in termini organizzativi, ma anche per le finalità preventive, anche in termini di responsabilità, quale l’adozione del modello, possa essere vanificata da un aggiornamento proprio in un’area a rischio.
Sono utili alcuni passaggi:
a) Rivolgersi ai propri consulenti [avvocati e tecnici] per rivalutare i rischi
b) Interfacciarsi con l’Organismo di Vigilanza per verificare eventuali criticità riscontrate, per esempio a seguito di audit specifici commissionati
c) Aggiornare eventualmente il modello organizzativo e predisporre adeguata formazione per un corretto utilizzo dello stesso.
latere si segnala anche l’opportunità di integrare eventuali diversi modelli organizzativi presenti, spesso adottati mano a mano se ne sia presentata l’obbligatorietà per legge: moltissime procedure vanno semplificate e soluzioni comuni sono da individuarsi per evitare regole voluminose e complesse che risultino difficili da applicarsi in concreto, seppure sia stata somministrata adeguata e ripetuta formazione agli addetti. Come è noto è importante operare con una squadra di professionisti [avvocati, commercialisti e tecnici] che interagiscano, anche con chi nel tempo abbia fornito le varie procedure, individuando le soluzioni meno complesse e gravose a favore di regole snelle, di facile reperibilità, memorizzazione e applicazione.

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Agosto 2021 – Fonte Altalex

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